Ott 29

29 ottobre 2008,
a soli 13 ore dalla sua pubblicazione, il quarto episodio di CafonStreet è
il video più visto e più commentato su YouTube del giorno!!!

E’ tutto merito vostro!!!
…e come avrebbero detto Mimmo e Stellario:
i suttirriammu a sti babbi i lumpai!!!;)

Grazie di Cuore!
Lo staff Cafon

Ott 28

Ero spalmato su una spiaggia della east-coast sikula a godere dei malefici raggi uva, quando notai che a qualche metro da me cercava posto sulla spiaggia una famiglia composta da circa 15 persone.
Erano arrivati rocambolescamente sollevando una nube di sabbia, carichi come dei muli peruviani; erano madre, padre e una quantità imprecisata e inclassificabile di parenti in età compresa tra i 97 e gli zero anni, adolescenti con capelli ossigenati e cellulare da 2 milioni di dollari, esseri minuscoli di cui spuntavano solo due piccolissimi piedi al di sotto di una mostruosa palla formata da salvagenti a coccodrillo, stuoie, borse a fiori, maschere con respiratore, pinne, formine, grosse palle avvolte in carta stagnola, canotto challenger e super tele, mentre a pochi passi altri uomini di mezza età sudati bestemmiavano e fumavano trasportando un materassino griffato “gente”.

Le donne, sferiche opulente e truccate che nemmeno alla notte degli oscar, iniziavano a spalmarsi olii e creme abbrozzanti alla fragola yogurt e tarimbuctà shallallàh prima ancora di mettersi in costume.
La famiglia si sistemò così sulla spiaggia con non poca fatica, più che una famiglia al mare sembrava un villaggio Apache, c’erano 4-5 ombrelloni, tavolini, stuoie, teloni, altre strutture strane forse in cemento armato, armadietti frigo, dispense e una miriade di borse.

Fui illuminato, avevo forse trovato l’idea che cercavo per il mio nuovo fumetto, tutto questo mi divertiva  ma non mi stupiva piu di tanto, erano situazioni che conoscevo bene e avevo già vissuto tante volte ma questa volta era diverso, un nonsocchè mi diceva che sarebbe accaduto qualcosa che avrebbe dato un input determinate, l’illuminazione, lo start e io me lo sentivo, per cui restavo in silenzio ad osservare…infatti quel qualcosa avvenne…

Di colpo apparve un oggetto, non so da dove venne fuori ma era lì, e facevo un po’ fatica a crederlo finche non lo vidi chiaramente e in funzione;

Era un fornello da barbecue, l’uomo che era il capofamiglia stava sistemando della carbonella sul piano mentre il capo in seconda prendeva dei pacchi che gli venivano passati da una donna e li apriva. Al loro interno vi era un gigantesco mattatoio; salsiccia, costate, braciole, carne di castrato, bistecche di ogni taglio e dimensione.

Il tutto avveniva in un contesto sonoro di onde marine, ogni tanto un gabbiano che passava leggiadro e una scarrettata di parolacce e bestemmie stile girone dantesco.

Iniziarono a mettere la carne sul fuoco e a tirare fuori filoni di pane da 7 tonnellate, a tagliargli lungo l’equatore e ad inserire all’interno di essi mucche, cavalli, maiali e pecore. Accompagnando il tutto con birra in lattina per i più trucidi, cocacola e gazzosa ciappazzi per donne e bambini  sotto i 2 anni.
Seguì ovviamente la frutta, thermos di caffè freddo, fiesta e succo di frutta.

Fu questa scena meravigliosa, terribile, surreale che mi si mostrava davanti agli occhi sotto l’infernale sole infuocato del luglio siculo, che mi fece iniziare a plasmare mentalmente  determinate  situazioni e a darmi la scintilla per la realizzazione dei personaggi che avrebbero poi a distanza di anni, dato vita a Cafon Street.